"Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo" – Albert Einstein.

Michele D.M.: i sensi acuiti, il mistero della vita.

L’accentuata sensibilità, presupposto fondamentale per l’inesauribile ricerca  sul senso della vita, gli fa anelare un mondo depurato dal superfluo ed emancipato dalla frenesia  della quotidianità. Proprio quale antidoto agli eccessi dell’esistenza, Michele , 28 anni, si lascia trasportare, con regolarità,  da “Zen e l’arte del relax”, un cofanetto di musica distensiva il cui ascolto non può prescindere dall’esecuzione di esercizi per la cura del corpo e dello spirito.  L’accecante illuminazione, il calore sfibrante, il freddo pungente, i rumori assordanti, l’insistente  trillo del telefono costituiscono, infatti,  alcune delle insidie per Michele, che ritrova il suo io nel disegno. L’indole di Michele, comunque  socievole, gli consente di godere della compagnia di alcuni amici i cui nomi Angelo, Salvo, Melania, Stefano, Jonathan sembrano anelli di una preziosa catena. Tra i suoi interessi rientra anche il cinema  dove, spesso, si reca per prendere visione di esilaranti commedie, di film d’avventura la cui esposizione al pericolo deve essere, però,  misurata. A mandarlo in brodo di giuggiole sono, poi, le trasposizioni cinematografiche dei romanzi, ancor più se romantici.  Pur ritenendosi  troppo realista per affidare il corso della sua vita esclusivamente al favore della sorte, a un evento miracoloso, o per  nutrirsi soltanto di   speranza, conta, comunque, su talune  opportunità adesso insperate.  “Attualmente, la vita – dice –  mi offre  traiettorie già tracciate –  una sosta  all’edicola per l’acquisto di riviste, un’altra al supermercato per l’acquisto di certi alimenti – . Certamente, mi piacerebbe  lavorare. Visto che la cultura giapponese mi affascina, volerei nella capitale, per imparare a  realizzare i disegni dei cartoni animati, che vedo di buon grado, e dei fumetti di cui sono un divoratore: Dragon Ball, One piece, Narutio, Toriko, Fairytail, One Punchman”. E, poi,  Michele, che nel suo ambiente familiare si sente molto amato, sogna, comunque,  una vita di coppia. Gli piacerebbe innamorarsi di  una ragazza come Nana Komatsu, una delle protagoniste assieme a Nana Osaki, del  manga  “Nana” che,  ambientato nel Giappone contemporaneo,  presenta le vicende di due ragazze ventenni accomunate dallo stesso nome e  dalla decisione di trasferirsi a Tokyo. Le aspirazioni di Michele oltrepassando la sfera personale, sono volte, comunque,  al raggiungimento di un benessere cosmico: “Se avessi la bacchetta magica – dice – realizzerei un mondo senza guerre, malvagità, malizia, odio. Troppo spesso gli uomini sono meschini verso i propri simili: quante persone violentate nella psiche e nel corpo, quante creature uccise barbaramente per soddisfare un inspiegabile senso di vendetta. Gli esseri umani sono crudeli anche verso gli animali, di cui vanno a caccia per acquisire ulteriori trofei, o che  squartano, cucinano per soddisfare il loro palato. Dopo quella  volta in cui  esposto in una macelleria vidi  un coniglio a testa in giù, scuoiato e grondante di sangue, ho deciso di diventare vegetariano.” Michele, infine, quasi per rifarsi dell’empietà di certe persone, che non perdono occasione per deriderlo, dichiara:  “ Nel profondo del mio essere – dice – mi sento figlio della Madonna e di Dio che,  sempre indulgenti, guardano gli uomini con pietà, compassione e infinita dolcezza.”

 

Lucia Corsale

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