"Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo" – Albert Einstein.

Marco Noto: i suoi occhi una carezza sull’anima

marconotoLo sguardo, spesso eluso  all’interlocutore, rivela  la docilità  della sua natura  e l’intensità della sua emotività.  Cauto  osservatore delle  fisionomie ed  espressioni altrui  da cui ricava i tratti essenziali delle varie personalità,  ascolta per ore  senza fiatare. Le sue brevi risposte, prive di prosodia e disseminate di suoni gutturali, sono comunque la prova di un  superato impaccio.  Una sorta di regalo, dunque,  che Marco Noto, 34 anni, ci fa per raccontare  delle sue giornate che, sull’unico sfondo delle pareti domestiche,  avanzano  pian piano: il  risveglio in tarda mattinata e sempre incitato dalla madre; la cura dell’igiene personale con il supporto dei genitori; la gustosa colazione arricchita volentieri  dalla sua amata  nutella; la visione dei cartoni animati che sempre destano la sua curiosità;  la composizione  di nuovi e vecchi puzzle; e, soprattutto, l’ascolto e il trasporto della musica.   Piuttosto che citare il titolo della sua canzone preferita,  “L’emozione non ha voce” un successo targato Adriano Celentano, Marco, addirittura, la canticchia. Un amore per la melodia che Marco trasfonde anche nel ballo, trascinato dalla pedagogista, Pamela Speranza, con cui è nata una solida amicizia. Oltre ai genitori e alla pedagogista, a dare linfa alle giornate di Marco è anche lo psicologo, Salvo Greco che, grazie al costante lavoro, sta spezzando gradatamente   lo stato di totale  isolamento di Marco. Piccole conquiste, giorno dopo giorno, per far varcare a Marco la porta d’ingresso, così da raggiungere il pianerottolo. E, poi, un passo e un altro ancora per percorrere  le rampe di scale sino al portone. E un altro impegnativo test  per passeggiare all’aperto nell’area circostante l’abitato. Un tassello dopo l’altro, caro Marco, perché tu possa raggiungere la mèta.

Lucia Corsale

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