“Gli Asperger si raccontano”: l’esplorazione delle emozioni, il superamento degli steccati sociali

 Il convegno “Gli Asperger si raccontano”, teso a invalidare taluni diffusi pregiudizi sui soggetti autistici ad alto funzionamento, è divenuto momento di condivisione del loro vissuto, nonché approfondimento della condizione Asperger da parte degli esperti in materia. L’iniziativa, organizzata  dal  Dipartimento salute mentale dell’Asp di Siracusa, è stata patrocinata dal Comune di Floridia che ha messo a disposizione la sala conferenze del centro servizi situata  nella zona artigianale. La prolusione è stata affidata a Roberto Cafiso il quale, in qualità di  coordinatore del Dipartimento Salute mentale dell’Asp di Siracusa, ha elencato gli erronei stereotipi culturali che circolano sugli Asperger. Una sequela di false opinioni – come, ad esempio, gli Asperger sono malati psichiatrici, gli Asperger sono solo maschi,  –  riportate su una porta del pregiudizio Asperger, realizzata in legno ed allestita all’ingresso della sala, e che Cafiso, facendo ricordo alla metafora, ha ritenuto doveroso scardinare. È  salito, dunque, sul palco, Michele Di Mari, che, esordendo di essere un artista, ha annunciato  ai presenti la sua predilezione per i cartoni animati made in Japan, a cui vorrebbe prestare la propria voce nelle vesti di doppiatore. Illustrando i suoi disegni, alcuni dei quali posti a corredo  dell’opuscolo “Birba” che, realizzato dall’Asp, è finalizzato alla sicurezza stradale degli automobilisti, ha dichiarato  “I miei occhi sono come video-camere e video- registratori.” Andrea Viani, dal canto suo, ha estrapolato frammenti della propria esistenza, inficiata dalla compromessa capacità comunicativa, oltre che dalla ridotta interazione sociale. “E’ vero – ha detto – che ad uno sguardo distratto  appariamo dei tipi strani, ma, per comprendere le nostre esigenze, bisogna fare appello al buon senso e munirsi di una certa pazienza. In passato, ho praticato scoutismo, mentre, ultimamente, mi dedico al fitness, oltre a frequentare un corso di chitarra.  Per essere parte integrante della società, sento fortemente il bisogno di  lavorare. Così, invece, ho la sensazione di essere soltanto un fantasma.” Dopo l’applaudita esibizione musicale di Andrea, che, con la sua chitarra, ha regalato al pubblico emozioni e suggestioni, ha preso la parola Jonathan Di Franco, il quale ha calcato il palcoscenico come un consumato attore. “Mi occupo di videogiochi – ha detto alla platea – e giocare alla play station, oltre a ricondurmi tra i meandri della mia infanzia, mi provoca un tuffo al cuore.” Jonathan, dunque, ha illustrato regole e componenti di alcuni giochi, frutto della sua fervida immaginazione e della sua sconfinata creatività. Gli ha fatto seguito Terence Nardo, autore del libro “La voce di Terence” che, concepito inizialmente come una sorta di riflessioni personali, è diventato occasione di approfondimento della condizione Asperger. Terence, andando a ritroso nel tempo, ha ripercorso le tappe salienti del suo passato, sottolineando come da bambino fosse bollato prepotente, iperattivo e maleducato. Nell’elencare i suoi interessi, ossia la musica, il disegno, la lettura e, naturalmente, la scrittura, ha specificato come ai predetti si sia aggiunto, recentemente, lo studio di scienze dell’educazione, che gli consentirà di acquisire un diploma, visto che dispone di un attestato, e di iscriversi, dunque, all’università. I lavori, moderati a turno da Gregory Lorefice e Massimiliano Messina,  sono proseguiti con l’intervento di   Giorgio Chibbaro, psichiatra e psicoterapeuta SMA1, il quale ha premesso come nel cervello autistico vi siano aree di corteccia cerebrale non organizzate correttamente, e come l’amigdala, ossia l’area preposta alla decodifica emotiva di stimoli sensoriali e comportamenti sociali, sia ipersensibile. “Vivere con un disturbo dello spettro autistico – ha detto – equivale a non avere filtri. La percezione sensoriale, che costituisce la prima forma di contatto con la realtà,  negli Asperger è alterata. I canali sensoriali possono variare, tra l’altro,  per: ipersensibilità, iposensibilità, fluttuazione tra le due predette condizioni.“ Infine, Chibbaro nel definire la vita degli Asperger “carica di odori, suoni, sapori, colori”, ha ritenuto necessario ribaltare il concetto di diagnosi, fondata sui  deficit, puntando, piuttosto, sui talenti. Ha preso la parola, poi, Teresa Leonardi, psicologa e psicoterapeuta SMA1, che si è soffermata sui test di screening e diagnostici per i soggetti appartenenti allo spettro autistico  ad alto funzionamento. “I disturbi dello spettro autistico, che  sono disturbi neuro-evolutivi su base genetica ad esordio clinico precoce, – ha dichiarato – causano un deficit persistente nella concezione, oltre che  nell’interazione sociale in diversi contesti, nonché un comportamento ripetitivo, riducendo l’attenzione  ad interessi circoscritti.

Sara Ruta, psichiatra SMA1, ha parlato dei disturbi psichiatrici nei soggetti Asperger. “Le persone affette da tale sindrome – ha detto – appaiono particolarmente vulnerabili nei confronti della depressione e dell’ansia. È sufficiente il verificarsi di eventi banali, come ad esempio un trasloco, per scatenare la depressione. Gli Asperger, che si sentono socialmente isolati, rifiutati e mentalmente esausti, interiorizzano in modo smisurato le critiche ricevute e le maldicenze.  A volte, alla sindrome Asperger si accompagnano i disturbi ossessivo-compulsivo e quello bipolare.”

Claudia Pirotta, tecnico riabilitazione psichiatrica SMA1 e analista del comportamento (ABA),  ha parlato  del “Meltdown”, ossia degli improvvisi scoppi di rabbia che  si verificano a livello sensoriale ed emotivo. “Interrompere un Asperger impegnato in un’azione per lui interessante – dice – può essere causa di imprecazioni ad alta voce e di atteggiamenti sconsiderati, quale il rotolarsi in terra. Per arginare, preventivamente, le condizioni di stress, un soggetto Asperger, dovrebbe  far ricorso a piccoli stratagemmi, che riguardano anche l’abbigliamento. È  stato appurato, infatti, che indossare abiti comodi e di colore neutro, costituisce un valido aiuto per tali soggetti. Gabriele Rotondo, psicologo, ha sfatato alcuni luoghi comuni sugli Asperger che, nell’immaginario collettivo vengono spesso assimilati ai geni.” I soggetti Asperger con abilità prodigiose – ha detto – sono rari. Piuttosto, una percentuale di essi, compresa fra il 10 e il 30 per cento, è talentuosa o possiede schegge di abilità. Nei soggetti ASD e nel resto della popolazione, il talento è frutto di una particolare capacità attentiva, di una peculiare elaborazione delle informazioni, nonché di una sviluppata memoria. Secondo alcuni autori, nei soggetti ASD l’elaborazione percettiva sarebbe potenziata rispetto a quella dei soggetti normotipi. La mente del soggetto Asperger tende a focalizzare l’attenzione sui dettagli, soffermandosi, soltanto dopo, sulla situazione generale.”

Lorenzo Filippone, psichiatra e psicoterapeuta, coordinatore dell’Equipe autismo adulti SMA1, ha illustrato una carrellata di Asperger eccellenti. Innanzitutto, Einstein, il genio matematico, che, bocciato per via di una soluzione alternativa con cui risolse un esercizio, soleva dire: ”L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione racchiude il mondo.” Richard Feyman, premio Nobel per la fisica nel 1965 e  che elaborò l’elettrodinamica quantistica, possedeva un senso dell’umorismo fuori dal comune ed era molto originale. Glenn Gould pianista eccezionale, che, mentre suonava, allontanava una mano dalla tastiera e canticchiava, come se stesse dirigendo un’orchestra invisibile. Gould inoltre, era solito indossare cappotti e guanti in ogni stagione. Clay Marzo, campione di Surf, che, goffo sulla terra, cavalcava a suo agio le onde, addirittura con la tavola posizionata all’inverso. Lorenzo Filippone, poi, prendendo a prestito una definizione di Tony Attwood, ha definito gli Asperger degli eccentrici a vita ed ha  auspicato la trasformazione del concetto di cura in quello di educazione, finalizzato, soprattutto, alla valorizzazione dei talenti posseduti da ciascuno.  Infine, a proposito della presunta curiosità degli Asperger sui comportamenti altrui, Filippone ha specificato che si tratta di puro bisogno di sapere per adeguare il proprio modo di essere a quello delle altre persone, e, dunque, scevro da ogni spirito di competizione.

Dal canto suo, Mariella Bianca, psicologa e terapeuta SMA1 si è soffermata sul parent training e sui gruppi di auto-aiuto dei familiari. “Giunta al quarto anno, la predetta iniziativa – ha detto – consiste in un sostegno emotivo per le famiglie che possono, così, non soltanto raccontare le proprie esperienze, ma anche esprimere i sentimenti nei confronti del mondo esterno e degli stessi figli Asperger; a volte, infatti, può succedere che i genitori instaurino un rapporto conflittuale con i figli e che vengano, dunque,  divorati dai sensi di colpa. Le famiglie devono essere messe nella condizione di affrontare lo stress in modo funzionale.” Mariella Bianca, infine, ha annunciato che nell’ambito del parent training, composto da 9 incontri a cadenza quindicinale e della durata di un’ora e mezza, si affronta anche il tema della sessualità.

Maria Concetta Zisa, assistente sociale Uoepsa,  nonché referente Sportello Infoautitsmo Asp Siracusa, si è soffermata sulle persone con autismo in età adulta, attingendo al documento pubblicato sul bollettino Angsa 2017; trattasi di  un documento di posizione espresso dalle associazioni a tutela dei diritti delle persone con autismo. “In Italia,  nonostante 246.000 persone siano affette da autismo di vario tipo, – ha esordito – manca una cultura dell’autismo e permangono numerose  resistenze culturali. Nel documento preparato in vista del Consensus Conference, risulta che la quasi totalità di adulti e anziani con autismo non sono stati diagnosticati. L’organizzazione dei servizi sociali destinati a queste categorie comprende interventi generali. Si sente parlare del “Dopo di noi”,  anche se  è molto drammatica la condivisione del “Durante noi”;  terminato il ciclo di studi scolastici,  infatti, i ragazzi vengono consegnati all’ozio, vista la mancanza di prospettive lavorative. Infine, il 33 per cento delle famiglie metterebbe a disposizione un appartamento per trasformarlo in una struttura atta ad ospitare il proprio figlio e altri, dopo la loro morte.”

Nunziatina Cultrera, assistente sociale SMA1, ha puntato l’accento sulla necessaria preparazione dei genitori, soprattutto, durante la fase che segna il passaggio dei loro figli dall’infanzia all’adolescenza, e nell’arco temporale che include l’ultimazione del rapporto scolastico e l’ingresso nel mondo degli adulti. “ I genitori – ha detto – devono attingere ad ogni utile risorsa dei figli, per proiettarli nel mondo degli adulti”

Infine, ha preso la parola Riccardo Gionfriddo,  psichiatra e psicoterapeuta, responsabile del centro diurno SMA1, che ha parlato della legge sul “Dopo di noi” e delle sue applicazioni. “La legge n.112 del 2016, ossia disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità gravi, prive del sostegno familiare – mira ad evitare il loro affidamento ad istituti. Le stessa legge introduce il Trust, l’istituto di origine anglosassone, teso a  garantire il titolare di uno o più beni,  che intenda mettere un immobile a disposizione di un beneficiario per un fine specifico. Si tratta di un rapporto fiduciario che, finalizzato a provvedere all’assistenza di un disabile grave, non va confuso con il testamento e con la donazione. Il Trust, infatti, è un istituto giuridico collettivo.”

Lucia Corsale

 

Germano Fotografo  Web Brothers                                            Gregory Lorefice moderatore

relazione Jonathan Di Franco

                                                             Michele Di Mari (quello che sorride) disegnatore, scrittore, primo relatore dell’incontro.

                                                                 Andrea Viani relatore incontro, al giropizza.

Giuseppe Campanile  e Valentino Aglianò, rispettivamente fotografo e fotografo esperto informatico, al desk della “Porta del pregiudizio Asperger”

                                                                                                                     l’esperto cine-video Briffa , Maria Concetta Zisa , Alfonso Nicita (resp. U.Op. Educaz. alla Salute ASP SR)

l’equipe… é bella perché é varia.

Cristina cineasta, sceneggiatrice, con mamma.

Gabriele Valvo Fotografo al giropizza

giropizza e signore

  la birra non é uguale per tutti…                          Massimiliano Messina, Fotografo e Moderatore

 

  web brothers  il libro di Terence Nardo

                              Valentino Aglianò e la “Porta del Pregiudizio ASPIE” dal lui progettata e costruita per l’occasione.

                        Giuseppe Briffa e Giuseppe Campanile                          Dario Ricciardi (esperto web) e gruppo ridanciano

                                                         Jonathan e Simona (insegnante equitazione)

giropizza for ever

giropizza & equipe SMA1

  Valentino e Giuseppe, fotografi web brothers  giropizza brindisi

 

 

 

 

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