Gianluca Sgarbossa: i colori che tingono la vita

gianluca sgarbossa

L’accostamento all’arte pittorica è divenuto per Gianluca Sgarbossa abbraccio di una vocazione, slancio verso la libertà. Nell’associazione di forme e colori Gianluca  traspone  il suo primario senso di smarrimento, la progressiva  conoscenza di sé, l’avvenuto riconoscimento della propria sensibilità. Una passione, dunque, che da illustre sconosciuta si è tramutata in gioco, riscoperta dell’armonia, tributo alla propria individualità. Una revisione della realtà con le sue ombre e luci, variazioni di tono, e quel tocco ora di malinconia ora di gioia di cui va vestita  la vita. È proprio lì sulla tela che Gianluca, risarcendosi di una modesta eloquenza,   ritrova la sintassi del suo linguaggio, la direzione verso l’infinito.  In modo frammentario ci racconta della sua esperienza: la calda accoglienza in laboratorio, i primi colpi di pennello sul cartoncino,  il maestro- amico che a volte gli dirige la mano. La  pittura, dunque, quale luogo di intuizione fantastica, raffigurazione del reale, riedificazione delle speranze, costrutto di felicità.   “Mi  piacciono tanto le automobili – specifica – guarda questo quadro.” Non ce ne spiega il motivo, la ragione della predilezione per l’auto  da corsa rappresentata,  simbolo forse di indipendenza,  emancipazione, scambio fra sogno e verità.

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